Come vi renderete conto, devo alternare lo studio con la creazione di questo Blog. Logica conseguenza, mi ritrovo a scrivere nei ritagli di tempo. A questo c'è da aggiungere la mia poca voglia di voler creare questo, per me, ennesimo Blog. Ma oggi non è questione di Voglia, è questione di Dovere. Il Dovere di aiutare una Società bigotta e tanto codarda quanto arrivista, che se danneggiasse solo sé stessa non mi darebbe fastidio più di tanto, purtroppo il Mondo è unico ed ogni volta che qualcuno danneggia le cose pubbliche, in questo caso l'università, tutti coloro che la frequentano, compreso il sottoscritto, ne pagano le conseguenze. E così infatti è stato.
Innanzitutto ci sarebbe da capire cosa sia davvero l'Università, per poter affermare con certezza se vi sia stato un danno o meno poiché il sistema di Formazione, Università-Ricerca e quindi lavoro, mi sembra possa esser stato sempre così, e quindi non si tratti di peggioramento ma di mancanza da parte mia di omologazione ad un Sistema accettato e condiviso, atto a rallentare le Menti Vive per omologarle alle menti Spugna così che Chi si trovi in posizioni di Gestione delle cose pubbliche le utilizzi per fini propri.
Togliamoci subito un sassolino. In Italia questo Blog non sarà preso in considerazione, punto e basta. Avendo questa consapevolezza sarebbe stato per me importante avere una conoscenza ottima dell'inglese, così avrei potuto superare senza ostacoli la barriera dei Servi Giornalisti Italiani ed andare direttamente alla moltitudine mondiale di persone che leggono in Inglese. Tale modalità di azione mi avrebbe consentito di aprire un dibattito "di riflesso" in Italia, Stato in cui, mi sono ritrovato ad agire ed in cui mi troverò almeno per altri dieci anni e che di conseguenza devo cercare quantomeno di rendermi meno oppressivo sotto l'aspetto universitario, fino a quando ne farò parte. Concludendo questo concetto, se avessi creato questo Blog a diciott'anni avrei di certo potuto farlo solo ed esclusivamente in inglese, ma grazie, esatto "grazie" è il termine che voglio utilizzare, alle difficoltà della vita non è possibile fare questo lavoro in un'altra lingua.
Vi aiuterò. Se mi cercherete, non mi esimerò dall'aiutarvi, compatibilmente coi miei impegni. Ma io non cercherò nessuno. Dalla nascita di questo Blog alla sua fine. Non sarò io a cercare collaborazioni. Metterò a disposizione le mie esperienze e competenze. Documenti, foto, video, tutto quello che con l'andare del tempo potrò fare. Ma non chiederò aiuto o collaborazione. Non avete voi obbligo di contattarmi e non avrò io obbligo di rispondervi. Inoltre, se non vi staranno bene le mie condizioni, quelle qui in parte descritte e quelle successivamente e singolarmente proposte, non fatemi perdere tempo. il primo passo non è cercare me, non sono un disbrigo pratiche.
Insomma, da me a te. Prima io, le mie esigenze, i miei guai universitari, seppur verso la fine. Poi voi. Alcuni concetti qui espressi potrebbero sembrarvi in antitesi. Avete ragione. L'antitesi consiste nel fatto che mi è stata consegnata una università che di Cultura non ne ha vista mai. Capirete meglio nel post titolato La Signora Franca, ma come anticipazione dovrebbe esservi chiara.
In fondo, non siete Cultori di Cultura, o sbaglio?
ASU: fine dell'ennesimo sogno. Era l'Associazione Sindacale Universitaria che avevo creato a Catania. Un sindacato anomalo, o forse un sindacato anomalo solo perché avrebbe dovuto svolgere un compito da vero Sindacato. In ogni caso, mi sento di dire poche ma chiare cose:
ho speso circa trecento euro, contro i loro sessanta a perrsona. Ho speso tante energie, infatti in quel periodo ho dato due esami in un anno solare. Sono stato insultato in tutte le maniere. Perché? Per questioni di potere in un sindacato che compresi i soci arrivava ad un numero di sette persone, di cui frequentava le riunioni solo il consiglio direttivo, cioè i fondatori, cioè quello che ha speso quasi trecento euro e quelli che assieme non arrivavano neanche alla metà di quanto ho speso io da solo.
Ho pensato di non aprire questo Blog e di far ripartire quel sindacato che ha un Blog aperto ma non più attivo dalla prima, unica ed ultima attività svolta, il "Premio Letterario Pina D'Agostino", dove non si sono azzardati a danneggiarmi solo perché avevano intuito che li avrei denunciati tutti.
Ad ogni modo, ASU è esistito. Ma non esiste più. Preferisco non essere una istituzione con obblighi, ma solo un Joueur de Mots che parla e scrive senza la necessità d'essere ascoltato.
Togliamoci subito un sassolino. In Italia questo Blog non sarà preso in considerazione, punto e basta. Avendo questa consapevolezza sarebbe stato per me importante avere una conoscenza ottima dell'inglese, così avrei potuto superare senza ostacoli la barriera dei Servi Giornalisti Italiani ed andare direttamente alla moltitudine mondiale di persone che leggono in Inglese. Tale modalità di azione mi avrebbe consentito di aprire un dibattito "di riflesso" in Italia, Stato in cui, mi sono ritrovato ad agire ed in cui mi troverò almeno per altri dieci anni e che di conseguenza devo cercare quantomeno di rendermi meno oppressivo sotto l'aspetto universitario, fino a quando ne farò parte. Concludendo questo concetto, se avessi creato questo Blog a diciott'anni avrei di certo potuto farlo solo ed esclusivamente in inglese, ma grazie, esatto "grazie" è il termine che voglio utilizzare, alle difficoltà della vita non è possibile fare questo lavoro in un'altra lingua.
Vi aiuterò. Se mi cercherete, non mi esimerò dall'aiutarvi, compatibilmente coi miei impegni. Ma io non cercherò nessuno. Dalla nascita di questo Blog alla sua fine. Non sarò io a cercare collaborazioni. Metterò a disposizione le mie esperienze e competenze. Documenti, foto, video, tutto quello che con l'andare del tempo potrò fare. Ma non chiederò aiuto o collaborazione. Non avete voi obbligo di contattarmi e non avrò io obbligo di rispondervi. Inoltre, se non vi staranno bene le mie condizioni, quelle qui in parte descritte e quelle successivamente e singolarmente proposte, non fatemi perdere tempo. il primo passo non è cercare me, non sono un disbrigo pratiche.
Insomma, da me a te. Prima io, le mie esigenze, i miei guai universitari, seppur verso la fine. Poi voi. Alcuni concetti qui espressi potrebbero sembrarvi in antitesi. Avete ragione. L'antitesi consiste nel fatto che mi è stata consegnata una università che di Cultura non ne ha vista mai. Capirete meglio nel post titolato La Signora Franca, ma come anticipazione dovrebbe esservi chiara.
In fondo, non siete Cultori di Cultura, o sbaglio?
ASU: fine dell'ennesimo sogno. Era l'Associazione Sindacale Universitaria che avevo creato a Catania. Un sindacato anomalo, o forse un sindacato anomalo solo perché avrebbe dovuto svolgere un compito da vero Sindacato. In ogni caso, mi sento di dire poche ma chiare cose:
ho speso circa trecento euro, contro i loro sessanta a perrsona. Ho speso tante energie, infatti in quel periodo ho dato due esami in un anno solare. Sono stato insultato in tutte le maniere. Perché? Per questioni di potere in un sindacato che compresi i soci arrivava ad un numero di sette persone, di cui frequentava le riunioni solo il consiglio direttivo, cioè i fondatori, cioè quello che ha speso quasi trecento euro e quelli che assieme non arrivavano neanche alla metà di quanto ho speso io da solo.
Ho pensato di non aprire questo Blog e di far ripartire quel sindacato che ha un Blog aperto ma non più attivo dalla prima, unica ed ultima attività svolta, il "Premio Letterario Pina D'Agostino", dove non si sono azzardati a danneggiarmi solo perché avevano intuito che li avrei denunciati tutti.
Ad ogni modo, ASU è esistito. Ma non esiste più. Preferisco non essere una istituzione con obblighi, ma solo un Joueur de Mots che parla e scrive senza la necessità d'essere ascoltato.
NB: MA CHI ME LO FA FARE?
RispondiEliminaNON MI PAGA NESSUNO.
SOTTRAGGO TEMPO ALLA MIA SOLITUDINE.